#100BRAMINI: CHI SALVERA’ LA LORO CASA?

La campagna elettorale che ha portato al governo del cambiamento ha visto le forze politiche, poi diventate di maggioranza, unite nel sostegno all’imprenditore Sergio Bramini, vittima dello Stato al quale hanno espropriato casa perché non in grado di pagare i propri creditori.

Nel sistema corrotto dell’edilizia sociale forse ancora in pochi hanno compreso che ci sono centinaia di potenziali Bramini. Centinaia di famiglie che rischiano di diventare o forse già lo sono vittime dello Stato, vittime degli enti locali e dell’agenzia dell’entrate che, violando la legge, li hanno messi nei guai. Infatti, che colpa puoi avere se il comune ti dice che l’alloggio che stai vendendo non ha vincoli restrittivi legati al prezzo che puoi liberamente concordare? E ancora che colpa puoi avere se la borsa immobiliare gestita dall’agenzia fiscale indica un prezzo a metro quadro formato dal libero incontro tra domanda e offerta?

Queste famiglie sono o non sono vittime dello Stato? E proprio come Sergio Bramini, ora consulente del Ministro, vedono alle porte il rischio di perdere la propria casa, a causa di quel modello di edilizia sociale corrotto che la politica ha alimentato e ora finge di non vedere. Già sono iniziate alcune azioni esecutive dopo le decisioni del Tribunale e della Corte d’appello di Roma. Chi si fermerà gli ufficiali giudiziari quando arriveranno? Quanti giornalisti saranno presenti per raccontare l’assurda storia che stanno vivendo?

A.N.E.S. ha messo al centro della sua attività queste famiglie dal 2017. Da quando le prime citazioni hanno portato in giudizio padri e madri di famiglie la cui unica colpa è stata trovarsi nel posto sbagliato (in un piano di zona) al momento sbagliato (una vendita prima della sentenza di Cassazione n. 18135 del settembre 2015). Nel corso del mese di luglio abbiamo avuto il primo contatto con il Parlamento incontrando il senatore Francesco Bruzzone, Vice Presidente della Commissione XIII. Abbiamo richiesto ai consiglieri comunali di Roma di prendere l’attività della Commissione d’inchiesta sui piani di zona, ferma ad agosto 2017 per quanto si legge sul sito dell’amministrazione. La prossima settimana incontreremo un altro parlamentare di maggioranza, questa volta del Movimento 5 Stelle al quale ricorderemo che c’è un rischio in Italia: cento BRAMINI, solo volendo essere prudenti coi numeri che nessuno ancora ha avuto il coraggio di calcolare.

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