IL DIRITTO ALLA CASA PARTENDO DALL’AFFRANCAZIONE

Le iniziative di A.N.E.S. nei prossimi giorni metteranno finalmente alla prova la capacità di incidere nei confronti delle istituzioni riguardo questioni che l’opinione pubblica non conosce a fondo perché troppo complesse per la semplificazione del linguaggio giornalistico e troppo scomode in quanto generate dalla mala politica.

Partendo dall’affrancazione del prezzo massimo di cessione A.N.E.S. si propone di riaprire la discussione sull’edilizia sociale e sul diritto alla casa sancito dall’art. 47 della Costituzione, rimasto inattuato nelle politiche economiche e sociali degli ultimi decenni.

Giovedì 27 aprile alla conferenza stampa in Senato, in attesa della conferma da parte dell’Amministrazione Capitolina,  saranno presenti amministratori e dirigenti provenienti da diversi comuni interessati (tra i quali, l’Assessore all’urbanistica del comune di Pozzuoli e il dirigente del settore del comune di Fonte Nuova) che hanno accolto l’appello dell’Associazione per la risoluzione di una vicenda che riguarda centinaia di migliaia di famiglie, bloccate dalle complicazioni del calcolo del prezzo massimo. Una soluzione, contenuta nella proposta di legge che nelle prossime ore sarà formalmente depositata alla Camera, con cui si potrebbe far incamerare da subito, soltanto a Roma oltre 20 milioni di euro, e nel lungo periodo miliardi di euro per ridare ossigeno alle casse dei comuni italiani.

Anche alla luce degli ultimi incontri con i cittadini, sarà chiarito che l’affrancazione non è istituto nato a seguito del caos determinato dalla sentenza del 2015 della Corte di Cassazione. Nasce nel 2011 e quindi non può essere contestato e non applicato solo per accogliere le istanze dei cittadini che oggi sono bloccati dalle difficoltà di attuazione di questo strumento, in particolare nella Capitale. Un prezzo per la rimozione del vincolo lascia sì molte perplessità ma è stato già attuato in diverse realtà comunali. Non si può proseguire con la disparità di trattamento tra cittadini, come avvenuto dal 1971 ad oggi.

Dalla mobilitazione del 2 maggio sull’affrancazione in Piazza Montecitorio, partirà la proposta di riforma del settore assieme ad iniziative per far pagare ai responsabili (i nomi e cognomi sono facili da rintracciare) i danni subiti da migliaia di cittadini negli ultimi tre anni in particolare.

Ora è il tempo di informare e di partecipare. Vi invitiamo ad aderire alle iniziative dei prossimi giorni.

5 commenti

  1. Chiappini alberto

    Il m5s se ne deve fare carico di questa affrancazione nel comune di roma se è vero che è una forza politica diversa dai soliti politicanti che conosciamo bene.

  2. Santi Calderone

    Francamente riscriverei l’articolo con un altro titolo: “IL DIRITTO ALLA CASA PARTENDO DALLA ‘TRASFORMAZIONE'”. Infatti, dal lontano 1971 (quando è entrata in vigore la famosa Legge 865) sono ormai trascorsi ben oltre 20 anni e numerosi alloggi in ‘Diritto di Superficie’ sono ormai “maturi” per essere trasformati in ‘Diritto di Proprietà! Come noto l’istituto della ‘Trasformazione’ che si basa su un preciso “percorso legislativo”, che parte dalla Legge 549/1995 e, passando per la modifica introdotta dalla Legge 662/1996, giunge all’ultima formulazione della Legge 448/1998, individua un preciso intento del Legislatore di procedere verso soluzioni di Trasformazione che, via via, tendono a diventare più semplici e soprattutto più convenienti al fine di rendere finalmente gli intestatari ‘Pieni proprietari’ degli alloggi inizialmente ottenuti ‘Diritto di Superficie’. La trasformazione, in sostanza è un istituto che parte ben 16 anni prima di quello dell'”Affrancazione” e, se correttamente analizzato, implica, oltre alla piena proprietà acquisita dalla data di stipula della convenzione sostitutiva di ‘Trasformazione’ (neutralizzando la “Spada di Damocle” della passaggio della proprietà al Comune dopo i 99 anni), include, implicitamente, l'”Affrancazione” automatica da tutti i vincoli, una volta trascorsi 20 anni dalla data di iniziale concessione del ‘Diritto di Superficie’, in base alla durata della Convenzione sostitutiva di Trasformazione che non avrebbe senso di essere stabilita se non avesse tale conseguenza definitiva. Invece, l’istituto dell'”Affrancazione” è stato introdotto solo a partire dal 2011, come soluzione ‘residuale’ per coloro che, a fronte di un ulteriore corrispettivo (percentualmente ridotto rispetto a quello di ‘Trasformazione’) volessero ottenere, prima dei 20 anni di scadenza della Convenzione sostitutiva di Trasformazione, l’affrancazione dal vincolo del Prezzo Massimo di Cessione. Inoltre, l’istituto dell'”Affrancazione” costituisce anche un metodo di “liberalizzazione ridotta” per coloro che, volendo pagare solo un corrispettivo ridotto rispetto a quello di ‘Trasformazione’, si accontentano della sola eliminazione del vincolo di Prezzo Massimo di Cessione, mantenendo comunque il vincolo del ‘Diritto di Superficie’ con scadenza dei 99 anni. Per esempio, questo è il caso di singoli o coppie senza eredi che vogliano semplicemente vendere l’alloggio a prezzo di mercato per trasferirsi in un altro appartamento o per altre esigenze. In definitiva, a mio parere, limitare il discorso al solo tema dell'”Affrancazione”, lasciando da parte quello della “Trasformazione” NON risolve il problema, ma semplicemente lo rimanda e, alla fine, aumenta gli oneri per i cittadini che, dopo tanti sacrifici, vogliono finalmente diventare i veri proprietari del loro appartamento liberandosi da TUTTI i vincoli.

    • Santi Calderoni, Affrancare, dovrebbe voler dire,Trasformare. Posso testimoniare che, chiunque ha comprato in questi Piani di Zona, é stato vittima delle cooprative di costruzione che hanno taglieggiato gli acquirenti con lo strumento delle MIGLIORIE, che i comuni, e quello di Roma in particolare, hanno lasciato che questi portassero i prezzi ben oltre il libero mercato. Oggi la magistratura, colpa la totale mancanza politica, da il colpo di grazia al mercato e alle famiglie. Dico il mio personale Grazie ad.ANES per quanto fatto e sta facendo, ma comunque rimane una proposta onerosa a carico degli interessati. Alla manifestazione ci sarò a portare comunque la mia adesione. Un saluto. Carmine Penta

      • Santi Calderone

        Carmine Penta, il problema sta proprio lì: le due parole “Affrancazione” e “Trasformazione”, purtroppo, NON sono sinonimi e, a mio avviso, l'”Affrancazione” (che toglie SOLO il vincolo del prezzo massimo di cessione, ma NON conferisce la piena proprietà che resta, anche se in modo differito, a vantaggio dei Comuni) è utile solo a questi ultimi per fare cassa, mentre è solo un aggravio di spesa per i titolari del Diritto di superficie. Solo la “Trasformazione” sarebbe la vera soluzione, anche perché 20 anni è un tempo ragionevole prima di avere la necessità di cambiare casa per varie necessità e, quindi, dover rivendere, quella acquistata inizialmente. Concordo pienamente con il “taglieggiamento” degli acquirenti e non solo per le MIGLIORIE, poiché i costruttori e le cooperative se ne sono inventate di tutti i colori per eludere l’obbligo del PMC (Interessi di preammortamento gonfiati, spese di “prenotazione”, spese di allacci di servizi, che spesso neanche c’erano etc…). Anche se quella di A.N.E.S. è una proposta interessante, a mio avviso, invece di agire sul comma 49 bis dell’art. 31 della Legge 448/1998 (quello dell'”Affrancazione”) avrebbe dovuto agire sul comma 48 dello stesso articolo (quello che regola il corrispettivo sia della “Trasformazione” che dell'”Affrancazione”) poiché, in un sol colpo avrebbe indirizzato correttamente entrambi gli Istituti, invece, in questo modo agisce solo sull’Affrancazione, lasciando la “Trasformazione” in balia delle scelte dei Comuni che, il più delle volte rispondono ad esigenze di “Fare Cassa” e non di “Giustizia Sociale”.

        • Buonasera Santi, abbiamo apprezzato il contributo e, come vedrà a breve, chiediamo di darne ulteriore per l’audizione che tra breve comunicheremo. Da qualcosa occorre partire, in particolare dai più bisognosi. Ed oggi sono le famiglie bloccate dall’affrancazione che risentono i maggiori danni. L’associazione è nata per riformare l’edilizia sociale in Italia. Insieme si può, se vorrà. Grazie per i commenti costruttivi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *