TRA LA GENTE PER RACCONTARE IL LAVORO CON LE ISTITUZIONI

Questa mattina gli esperti A.N.E.S. hanno informato i cittadini del piano di zona Laurentino di Roma sull’attività svolta per superare il caos dei prezzi massimi di cessione degli alloggi di edilizia sociale. Dopo un incontro presso il Dipartimento Attuazione Urbanistica, l’arch. Maristella Babuin è stata invitata a recarsi al Mercato Laurentino per illustrare l’attività dell’Associazione Nella giornata di ieri, il Presidente ha visitato il Comune di Pozzuoli (NA), dove i responsabili hanno confermato le difficoltà che si sono determinate negli ultimi anni nel settore e rimaste ancora senza risposta da parte della politica nazionale.

Prima della mobilitazione di piazza del 2 maggio, già autorizzata dalla Questura di Roma, A.N.E.S. sarà presente al Senato della Repubblica per una conferenza stampa per sostenere la proposta di legge, presentata il 21 marzo scorso alla Camera dei Deputati.

L’iniziativa, che ha trovato l’interesse di molti amministratori e dirigenti di enti locali e di alcuni parlamentari che saranno presenti, intende superare lo stallo del mercato  immobiliare che si è determinato a seguito delle decisioni giurisprudenziali consentendo, da un lato, alle famiglie di poter compravendere gli immobili a prezzo di libero mercato (come avvenuto fino al 2015) e, dall’altro, agli enti locali di incamerare un importo per tale rimozione (calcolato tenendo conto delle esigenze degli assegnatari a non subire una vessazione) evitando di istruire defaticanti procedimenti amministrativi. L’approvazione potrebbe determinare un beneficio per l’erario dei comuni con l’incasso di diversi miliardi di euro.

Per partecipare alla conferenza stampa che si terrà  giovedì 27 aprile 2017 ore 11, occorre inviare entro il 24 aprile un messaggio al nostro indirizzo posta@ediliziasociale.it

La semplicità della proposta è evidente dalla tabella di raffronto con la norma vigente.

LEGGE 23 dicembre 1998, n. 448

Articolo 31

Legge in vigore

Proposta ANES

49-bis I vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di cessione delle singole unità abitative e loro pertinenze nonché del canone massimo di locazione delle stesse, contenuti nelle convenzioni di cui all’ articolo 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni, per la cessione del diritto di proprietà, stipulate precedentemente alla data di entrata in vigore della legge 17 febbraio 1992, n. 179, ovvero per la cessione del diritto di superficie, possono essere rimossi, dopo che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data del primo trasferimento, con convenzione in forma pubblica stipulata a richiesta del singolo proprietario e soggetta a trascrizione per un corrispettivo proporzionale alla corrispondente quota millesimale, determinato, anche per le unità in diritto di superficie, in misura pari ad una percentuale del corrispettivo risultante dall’applicazione del comma 48 del presente articolo. La percentuale di cui al presente comma è stabilita, anche con l’applicazione di eventuali riduzioni in relazione alla durata residua del vincolo, con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’ articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 49-bis I vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di cessione delle singole unità abitative e loro pertinenze nonché del canone massimo di locazione delle stesse, contenuti nelle convenzioni di cui all’articolo 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni, per la cessione del diritto di proprietà, stipulate precedentemente alla data di entrata in vigore della legge 17 febbraio 1992, n. 179, ovvero per la cessione del diritto di superficie, possono essere rimossi, dopo che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data del primo trasferimento, con il versamento all’ente locale di un importo pari a dieci volte il valore della rendita catastale rivalutata dell’immobile. Gli alloggi realizzati in virtù delle convenzioni di cui all’articolo 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni, possono essere ceduti a prezzo di libero mercato con allegazione all’atto di compravendita della quietanza del versamento della predetta somma. Il pagamento dell’importo dovuto per la rimozione dei vincoli è a carico del venditore del primo trasferimento al prezzo di libero mercato. L’importo versato per la rimozione dei vincoli di cui al presente comma è computato in acconto al corrispettivo di cui al precedente comma 48.
48. Il corrispettivo delle aree cedute in proprietà è determinato dal comune, su parere del proprio ufficio tecnico, in misura pari al 60 per cento di quello determinato attraverso il valore venale del bene, con la facoltà per il comune di abbattere tale valore fino al 50 per cento, al netto degli oneri di concessione del diritto di superficie, rivalutati sulla base della variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi tra il mese in cui sono stati versati i suddetti oneri e quello di stipula dell’atto di cessione delle aree. Comunque il costo dell’area così determinato non può essere maggiore di quello stabilito dal comune per le aree cedute direttamente in diritto di proprietà al momento della trasformazione di cui al comma 47.

 

2 commenti

  1. Claudio Alletto

    Sono proprietario di un immobile in un Piano di Zona a Roma acquistato direttamente dal Costruttore ( ovviamente a prezzo di mercato). Desidererei partecipare alla Vostra iniziativa ed essere contattato per apportare un mio contributo (documentale) in merito al prezzo massimo di cessione e diritto di superficie.
    Distinti saluti
    Claudio Alletto

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